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	<title>Banche Dati Archivi - Conectens</title>
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	<title>Banche Dati Archivi - Conectens</title>
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		<title>Allargamento dei dati di sistema per gestire la relazione con i clienti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano Bruccola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 17:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Data Sources]]></category>
		<category><![CDATA[Banche Dati]]></category>
		<category><![CDATA[CR Bankit]]></category>
		<category><![CDATA[Scipafi]]></category>
		<category><![CDATA[SIC]]></category>
		<category><![CDATA[Telco data]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sistema delle informazioni complessivamente disponibili in Italia per gestire in modo appropriato la relazione cliente, già all’avanguardia per completezza e certezza di individuazione beneficerà, allorquando le iniziative passate in rassegna saranno operative, di una base di informazioni condivise ed accessibili ancora più ampia, puntuale ed affidabile</p>
<p>L'articolo <a href="https://conectens.com/allargamento-dei-dati-di-sistema-per-gestire-la-relazione-con-i-clienti/">Allargamento dei dati di sistema per gestire la relazione con i clienti</a> proviene da <a href="https://conectens.com">Conectens</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Panorama delle iniziative in corso nel 2014</h3>



<h3 class="wp-block-heading">Il sistema delle informazioni complessivamente disponibili in Italia per gestire in modo appropriato la relazione cliente, già all’avanguardia per completezza e certezza di individuazione beneficerà, allorquando le iniziative passate in rassegna saranno operative, di una base di informazioni condivise ed accessibili ancora più ampia, puntuale ed affidabile</h3>



<p>Luciano Bruccola, Conectens</p>



<p>Pubblicato su La lettera di Assilea numero 5 anno 2014</p>



<p>Nel 2014 hanno visto la luce molte iniziative volte a ridefinire e ad ampliare l’insieme dei dati di sistema disponibili per la gestione della relazione con i clienti utilizzatori di servizi finanziari e di telecomunicazione.</p>



<p>Sulle pagine di questa rivista abbiamo già tracciato un quadro delle basi dati disponibili<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> e condiviso alcune esperienze di utilizzo di informazioni originarie di un dato settore, in un settore diverso quale, ad esempio, l’utilizzo dei dati di pagamento dei servizi telefonici per predire il rimborso del credito<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a>.</p>



<p>In continuità con i precedenti interventi, in questo articolo, passiamo in rassegna le principali iniziative che contribuiranno a modificare (nella più parte dei casi ad ampliare) l’insieme delle informazioni di sistema accessibili.</p>



<p>Dapprima è opportuno segnalare due attività promosse dall’Autorità Garante della Privacy<a href="#_ftn3" id="_ftnref3">[3]</a>: la prima riguarda il settore delle telecomunicazioni, la seconda la revisione del codice deontologico dei Sic.</p>



<p>Con deliberazione del 27 marzo 2014, il Garante ha avviato una consultazione per la costituzione di una banca dati dei morosi per il settore delle Telecomunicazioni (Sit &#8211; Sistema informatico integrato) che potrà essere consultata dagli operatori per verificare l&#8217;affidabilità dei clienti, prima di procedere alla stipula di nuovi contratti.</p>



<p>Tale banca dati, secondo quanto sostenuto da ASSTEL (associazione di categoria che rappresenta le imprese della tecnologia dell&#8217;informazione esercenti servizi di telecomunicazione fissa e mobile) promotrice dell’iniziativa, permetterebbe agli operatori di settore di condividere le informazioni sui comportamenti debitori dei clienti delle società telefoniche, consentendo all&#8217;operatore ricevente di conoscere, in occasione della presentazione di una richiesta da parte di un nuovo cliente, eventuali posizioni di indebitamento nei confronti dell&#8217;operatore cedente. Secondo quanto riferito, la costituzione del Sit sarebbe resa urgente dall&#8217;intervenuto processo di liberalizzazione avviato in Italia nel settore della telefonia che consente agli utenti di passare direttamente da un operatore ad un altro.</p>



<p>Il trattamento effettuato nell&#8217;ambito del Sit avrà ad oggetto solo le informazioni di carattere negativo connesse all&#8217;inadempimento dell&#8217;interessato verso i partecipanti: il dato relativo al mancato pagamento sarà inserito nel SIT solo nel caso in cui, dopo tre mesi dalla cessazione del contratto, sussista una morosità (parziale o totale) superiore a 100 euro.</p>



<p>Su questo tema va ricordato infine che il legislatore era già intervenuto nel settore della telefonia stabilendo che possono avere accesso ai Sistemi di informazione creditizia (Sic) anche i fornitori di servizi di comunicazione elettronica e di servizi interattivi associati (art. 6-bis del d.l. 13 agosto 2011, n. 138; convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148)<strong>.</strong></p>



<p>La seconda iniziativa del Garante della Privacy afferisce al <em>Provvedimento per promuovere la revisione del codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti</em>del 17 aprile 2014<em>.</em></p>



<p>Come si legge nella nota, il codice deontologico attualmente in vigore ne stabilisce il periodico riesame e l&#8217;eventuale adeguamento alla luce del progresso tecnologico, dell&#8217;esperienza acquisita nella sua applicazione o di novità normative.Il Garante ha ritenuto quindi di dover procedere alla revisione dello stesso e, a tale fine, ha invitato a partecipare ai lavori i soggetti pubblici interessati, i soggetti privati che hanno sottoscritto il codice adottato nel 2004, le associazioni rappresentative di partecipanti e consumatori, le associazioni rappresentative di soggetti già autorizzati ad accedere ai Sic.</p>



<p>La definizione della prima versione del Codice ha consentito di operare nel contesto di un framework regolamentato comune agli operatori e ai diversi stakeholders. Sarà interessante vedere la portata dei cambiamenti e delle novità che questa seconda versione apporterà.</p>



<p>Anche la Banca d’Italia – attraverso il documento di consultazione di luglio 2014 <em>Obbligo di partecipazione degli intermediari finanziari al servizio di centralizzazione dei rischi gestito dalla Banca d’Italia</em><a href="#_ftn4" id="_ftnref4"><strong>[4]</strong></a> &#8211; ha promosso un cambiamento delle regole di contribuzione alla Centrale Rischi, in termini di allargamento della base delle posizioni da segnalare. Come si legge nel documento, sono individuati quali partecipanti alla Centrale dei rischi, tutti gli intermediari finanziari di cui all’art. 106 del TUB. Viene meno sia il principio, oggi vigente, dell’esclusività o prevalenza nell’attività di “concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma”, sia l’esonero, pure oggi previsto, degli intermediari per i quali l’attività di credito al consumo rappresenti più del 50 per cento dell’attività di finanziamento. In considerazione del limitato contributo informativo, degli oneri da sostenere e del beneficio informativo che potrebbero ricevere, gli operatori che presentino una quota segnalabile in Centrale dei rischi pari o inferiore al 20 per cento del totale dei finanziamenti per cassa e di firma da loro concessi hanno comunque facoltà di non partecipare alla Centrale dei rischi.</p>



<p>L‘obiettivo di Banca d’Italia è chiaramente quello di rendere il più possibile esaustiva la raccolta dei dati riguardanti le esposizioni sopra soglia di segnalazione e le sofferenze. D’altro canto il beneficio per gli operatori è altrettanto evidente in termini di maggiori informazioni ottenibili sia in caso di prima consultazione sia nel flusso di ritorno.</p>



<p>Da ultimo, il 2014 ha visto il compimento del percorso di analisi in sede di Ministero dell’economia e delle finanze, che renderà possibile l’istituzione di un Sistema pubblico di prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al furto d’identità (meglio conosciuto come SCIPAFI)<a href="#_ftn5" id="_ftnref5">[5]</a></p>



<p>Il Sistema pubblico di prevenzione consente il riscontro dei dati contenuti nei principali documenti d&#8217;identità e dei dati fiscali e contributivi con quelli registrati nelle banche dati degli enti di riferimento, quali l&#8217;Agenzia delle Entrate, il Ministero dell&#8217;Interno, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’INPS e l’INAIL. Nelle intenzioni, questo riscontro si configura quindi come efficace strumento di prevenzione per i &#8220;furti d&#8217;identità&#8221; sia totali che parziali.</p>



<p>L&#8217;accesso al Sistema è previsto per banche, intermediari finanziari, fornitori di servizi di comunicazione elettronica, fornitori di servizi interattivi o servizi ad accesso condizionato. &nbsp;È inoltre previsto che a partire dal 16 luglio 2015 aderiscano al Sistema anche le compagnie di assicurazione.</p>



<p>Il Sistema verrà consultato per le richieste di finanziamento o di servizi a pagamento differito con la possibilità di avvalersene a prescindere dalla natura della prestazione fornita al cliente, consentendo la richiesta di verifica dell’autenticità dei dati per, a titolo di esempio, apertura di conto corrente o conto di deposito, cambio degli assegni allo sportello da parte di soggetti differenti dalla platea dei clienti dell’istituto bancario, fideiussioni, finanziamenti in generale, adeguata verifica della clientela in ambito antiriciclaggio.</p>



<p>Le disposizioni riguardanti le informazioni di frode (informazioni trasmesse dagli aderenti relative alle frodi subite o ai casi che configurano un rischio di frodi) si applicano decorsi diciotto mesi dall’entrata in vigore del regolamento di attuazione (16 luglio 2014).</p>



<p>Le analisi che saranno condotte sulla base dati di utilizzo del servizio e sulla base dati costituenda delle frodi accertate o presunte, offriranno una valutazione sull’impatto dell’utilizzo di queste informazioni sulla relazione con i propri clienti.</p>



<p>In conclusione, il sistema delle informazioni complessivamente disponibili in Italia per gestire in modo appropriato la relazione cliente, già all’avanguardia per completezza e certezza di individuazione (basti pensare all’utilizzo del codice fiscale come elemento univoco di identificazione, elemento non comunemente diffuso nelle diverse esperienze europee<a href="#_ftn6" id="_ftnref6">[6]</a>), beneficerà, allorquando le iniziative passate in rassegna saranno operative, di una base di informazioni condivise ed accessibili ancora più ampia, puntuale ed affidabile.</p>



<p>Non a caso nel corso dell’articolo abbiamo parlato di gestione della relazione cliente e non di credit risk management ovvero di fraud management. Sebbene la maggiore disponibilità di dati ed informazioni – di cui abbiamo trattato &#8211; offra un contributo inequivocabile e non eccepibile alla valutazione del profilo di rischio e del pericolo di frode dei propri clienti, sarà interessante vedere se e quanto tale capacità di valutare meglio il profilo di rischio contribuisca a spostare la competizione sul tema della capacità di offrire condizioni migliori ai propri clienti. In tale ottica l’allargamento del perimetro dei dati di sistema disponibili riguarda quindi il complesso della relazione con i propri clienti e non solo la gestione del rischio di credito.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Credit Scoring e Banche Dati: Introduzione ai concetti e stato dell’arte in Italia (L. Bruccola, Lettera Assilea n.2 2013)</p>



<p><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Dati non convenzionali per la valutazione di rischio dei clienti &#8211; Esperienze di utilizzo e riflessioni (L. Bruccola, Lettera Assilea n.6 2013)</p>



<p><a href="#_ftnref3" id="_ftn3">[3]</a> Si rimanda al sito della autorità <a href="http://www.garanteprivacy.it">www.garanteprivacy.it</a> per i documenti integrali</p>



<p><a href="#_ftnref4" id="_ftn4">[4]</a> Documento consultabile sul sito <a href="http://www.bancaditalia.it">www.bancaditalia.it</a></p>



<p><a href="#_ftnref5" id="_ftn5">[5]</a>&nbsp; I dettagli sono consultabili sul sito del Dipartimento de Tesoro MEF <a href="http://www.dt.tesoro.it">www.dt.tesoro.it</a></p>



<p><a href="#_ftnref6" id="_ftn6">[6]</a> Su questo tema si veda l’interessante ricerca di Accis: An analysis of credit bureaus in Europe, Accis 2012 Survey of members, June 2013</p>
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			</item>
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		<title>Credit Scoring e Banche Dati: introduzione ai concetti e stato dell’arte in Italia</title>
		<link>https://conectens.com/credit-scoring-e-banche-dati-introduzione-ai-concetti-e-stato-dellarte-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Bruccola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 11:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credit Risk]]></category>
		<category><![CDATA[Data Sources]]></category>
		<category><![CDATA[Banche Dati]]></category>
		<category><![CDATA[CR Bankit]]></category>
		<category><![CDATA[Credit Scoring]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le informazioni esterne accessibili nelle diverse fasi del processo di credito e i sistemi di scoring in uso presso le aziende come strumento di sintesi di supporto alle decisioni e nei processi Basilea</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni esterne accessibili nelle diverse fasi del processo di credito e i sistemi di scoring in uso presso le aziende come strumento di sintesi di supporto alle decisioni e nei processi Basilea</h3>



<p>Luciano Bruccola, Conectens</p>



<p>Pubblicato su La lettera di Assilea numero 2 anno 2013</p>



<p>Obiettivo del presente articolo è fornire un quadro di riferimento dei sistemi di informazioni esterne, accessibili nelle diverse fasi del processo di credito e dello stato dell’arte dei sistemi di scoring, in uso presso le aziende come strumento di sintesi delle informazioni e di supporto alle decisioni e nei processi Basilea.</p>



<p><strong>La complessità del cliente, le informazioni e l’interpretazione</strong></p>



<p>Uno degli aspetti critici nella analisi di un cliente che richiede credito – sia questi un individuo piuttosto che un’impresa – risiede nella possibilità di accedere ad informazioni che consentano di disegnare un quadro chiaro ed esaustivo della propria capacità di rispetto delle regole contrattuali di rimborso.</p>



<p>Il compito è gravoso ed impari in quanto le informazioni disponibili rappresentano sempre un quadro parziale della complessità del cliente che si valuta: un individuo che possiamo classificare simile ad un altro per una moltitudine di aspetti reagisce in modo diverso agli stessi input, cosi come la capacità di un’azienda di reagire a shock esogeni non è allo stesso livello a parità di localizzazione geografica, attività economica, struttura finanziaria, …</p>



<p>L’esigenza di cogliere quanti più aspetti possibili spinge verso la ricerca di un più vasto insieme di informazioni. Peraltro quanto più si spinge per coprire detta complessità, tanto più diventa rilevante l’interpretazione e la sintesi delle stesse informazioni: l’aumentare delle fonti informative e dei dati disponibili pone un problema di analisi – per evidenziare gli elementi più rilevanti &#8211; e di sintesi delle stesse per rendere intellegibile la mole delle informazioni.</p>



<p>Nel quadro della ricerca di informazioni ricopre un ruolo centrale l’esigenza di accedere ad un insieme di informazioni il più puntuale possibile, che permetta di inquadrare soprattutto il comportamento di rimborso tenuto nei confronti di precedenti finanziamenti, conclusi ovvero in corso, e con altri operatori.</p>



<p><strong>Le Banche Dati</strong></p>



<p>Quando si parla di banche dati per il credito il primo elemento da considerare è la Centrale dei Rischi di Banca d’Italia, sistema informativo sull&#8217;indebitamento della clientela verso le banche e le società finanziarie. Queste ultime comunicano mensilmente alla Banca d&#8217;Italia i crediti verso i propri clienti pari o superiori a 30.000 euro ed i crediti in sofferenza di qualunque importo. La Banca d&#8217;Italia fornisce mensilmente agli intermediari le informazioni sul debito totale verso il sistema creditizio di ciascun cliente segnalato. Inoltre gli intermediari finanziari che fanno richiesta di &#8220;prima informazione&#8221; su un potenziale cliente ricevono i dati aggiornati al momento della richiesta.</p>



<p>Accanto alla Centrale dei Rischi di Banca d’Italia, negli ultimi 20 anni si sono sviluppati delle banche dati private – regolamentate dal Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di credito al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti entrato in vigore nel 2005 &#8211; che definisce un “Sistema di informazioni creditizie&#8221; come ogni banca di dati concernenti richieste/rapporti di credito, gestita in modo centralizzato da una persona giuridica, un ente, un&#8217;associazione o un altro organismo in ambito privato e consultabile solo dai soggetti che comunicano le informazioni in essa registrate e che partecipano al relativo sistema informativo. Il sistema può contenere informazioni creditizie di tipo negativo, che riguardano soltanto rapporti di credito per i quali si sono verificati inadempimenti; informazioni creditizie di tipo positivo e negativo, che attengono a richieste/rapporti di credito a prescindere dalla sussistenza di inadempimenti registrati nel sistema al momento del loro verificarsi (Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti &#8211; Provvedimento del Garante n. 8 del 16 novembre 2004).</p>



<p>I SIC operativi in Italia – quali Crif, CTC, Experian &#8211; raccolgono e gestiscono soprattutto – ma non solo – le informazioni relative a finanziamenti destinati a privati, quali credito al consumo, carte di credito, prestiti personali e mutui.</p>



<p>Il SIC gestito da Assilea &#8211; la Banca Dati Centrale Rischi del Leasing (BDCR) &#8211; è un servizio rivolto alle Società Leasing Associate e a coloro che esercitano attività creditizia. Le informazioni raccolte mensilmente da ciascuna Associata riguardano la persona fisica o giuridica o qualsiasi altro ente o soggetto che ha stipulato un contratto di leasing o &nbsp;ha prestato garanzia in un contratto di leasing.</p>



<p>Un’altra ampia base dati di riferimento è rappresentata dai dati ufficiali delle camere di commercio, in particolare il Registro Imprese che raccoglie informazioni quali statuto, attività, bilanci, soci, amministratori, procedure concorsuali e il Registro Protesti che consente di individuare protesti per mancato pagamento di cambiali, vaglia cambiari o assegni bancari. La dimensione del patrimonio informativo è rappresentata da 6 milioni di imprese, 10 milioni di persone, 900.000 bilanci depositati l&#8217;anno, 7 milioni di protesti.</p>



<p>Non esistono statistiche ufficiali che consentano di valutare copertura specifica delle banche dati e livelli di sovrapposizione: al di là dei dati distribuiti di Banca d’Italia sulla Centrale dei Rischi e dai dati puntuali distribuiti da Assilea, generalmente i Sic non forniscono dati sulla propria copertura.</p>



<p>Banca d’Italia censisce circa 8 milioni di affidamenti di cui oltre 2 milioni cointestati, per una valutazione di 10 milioni di soggetti censiti, Assilea riporta oltre 1 milione di soggetti censiti, il 12% delle famiglie italiane detentrici di mutuo immobiliare comporta una valutazione di&nbsp; circa 5 milioni di soggetti censiti per questa tipologia di prodotto, il credito al consumo esprime un numero di operazioni annuali nell’intorno di 6 milioni (carte escluse): scontando durata, cointestazioni e ripetizioni di acquisto, possiamo azzardare una valutazione di circa 12 milioni di soggetti censiti ed infine bisogna considerare circa 30 milioni di carte di credito in circolazione e relativi titolari. L’analisi non è né esaustiva né puntuale ma ci aiuta a inquadrare a grandi linee la dimensione e copertura delle banche dati.</p>



<p>Con buona dose di approssimazione si può raffigurare copertura e sovrapposizione come mostrato in figura: i SIC si concentrano soprattutto su privati e credito al consumo e mutui, la BDCR esclusivamente sulle operazioni leasing, la Centrale dei Rischi di Banca d’Italia su tutte le operazioni maggiori della soglia. I più grandi insiemi di sovrapposizione tra i Sic e la Centrale dei Rischi riguarda il comparto dei mutui immobiliari, la sovrapposizione tra la BDCR e Centrale dei rischi afferisce alle operazioni leasing maggiori della soglia di 30.000 euro.</p>



<p>Figura 1</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="960" height="720" src="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/bdcs_1.png" alt="" class="wp-image-8120" srcset="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/bdcs_1.png 960w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/bdcs_1-300x225.png 300w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/bdcs_1-768x576.png 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>La potenza di fuoco espressa dalle banche dati suddette permette di affermare che verosimilmente ogni credito – concesso da un istituto finanziario &#8211; in mano ad un privato ovvero ad una azienda è censito e catturato dai dati contenuti nelle diverse banche dati e di conseguenza ne viene registrato il relativo comportamento di rimborso.</p>



<p>L’utilizzo, l’inclusione, lo sfruttamento di una banca dati risiede quindi nella capacità di rispondere positivamente ad uno schema di valutazione i cui elementi si possono sintetizzare come di seguito: l’accessibilità della informazione, relativa alle eventuali regole di accesso e contribuzione delle informazioni; la tempestività delle informazioni in termini di aggiornamento delle stesse; il livello di automazione come inclusione diretta nei processi decisionali; il valore come misura del contributo informativo ed infine il costo inteso come accesso ed implementazione.</p>



<p><strong>Il Credit Scoring</strong></p>



<p>Abbiamo già accennato alla necessità di sintetizzare il contenuto delle banche dati informative per permettere di coglierne in modo più immediato il potere informativo. Un altro aspetto da considerare è che comunque ogni informazione collezionata sulla performance creditizia è un’osservazione di comportamento passato – più o meno prossimo – e nulla dice su quello che sarà o potrà essere il comportamento futuro – più o meno prossimo. Le metodologie di credit scoring consentono di dare una risposta ad entrambe queste riserve.</p>



<p>Il credit scoring è un sistema statistico automatizzato che quantifica il rischio di credito associato ad un richiedente &#8211; oppure ad un già detentore di credito – rispetto agli altri detentori e calcola una sintesi numerica “credit score” per ogni individuo diretta a fornire una rappresentazione, in termini predittivi o probabilistici, del suo profilo di rischio, affidabilità o puntualità nei pagamenti.</p>



<p>I modelli di credit scoring si differenziano secondo tre distinte dimensioni: i dati utilizzati per prevedere il comportamento, il tipo di performance creditizia il modello andrà a prevedere, la popolazione utilizzata per stimare il modello.</p>



<p>Il set minimo di dati utilizzati per prevedere è derivato dalle informazioni gestite dalle agenzie di credit reporting (credit bureau). I modelli che sono basati su questi dati sono normalmente chiamati credit history scoring models. Tali modelli generici di bureau sono ampiamente usati dalle aziende a supplemento e supporto di diversi aspetti del processo di concessione del credito, come sintesi della storia creditizia degli individui.</p>



<p>I modelli di credit scoring generalmente utilizzati in azienda si basano su un più vasto set di dati, come le informazioni registrate in application (molte delle quali non sono contenute nei credit bureau) se in fase di acquisizione, sui dati interni a disposizione della azienda sulle esperienze con i propri clienti sui dati provenienti dalle banche dati interrogate.</p>



<p>Il credit scoring è utilizzato nelle varie fasi del ciclo di vita del cliente, a supporto delle azioni e delle decisioni che l’azienda assume per: individuare target per campagne commerciali (prescreening che si avvale simultaneamente di propensity e credit scoring); personalizzare l’offerta di prodotto e di prezzo sulla base delle caratteristiche del richiedente; monitorare il comportamento del cliente (per modificare i limiti di credito o altre condizioni, incluso il tasso di interesse, sia per iniziativa della’azienda oppure in risposta and una richiesta da parte del cliente); personalizzare azioni di precollection (al fine di evitare il default e minimizzare le perdite), identificare in anticipo possibili utilizzi fraudolenti (Report to the Congress on Credit Scoring and Its Effects on the Availability and Affordability of Credit, Board of Governors of the Federal Reserve System, August 2007).</p>



<p>Un’indagine specifica di Banca d’Italia del 2008 traccia l’introduzione delle tecniche di scoring nelle banche italiane avvenuta nel corso degli anni duemila &#8211; nel 2006 queste si erano diffuse alla maggioranza degli intermediari &#8211; in particolar modo nel contesto dei finanziamenti alle imprese piccole e medie.</p>



<p>Si sottolinea come l’introduzione delle tecniche di scoring ha permesso di integrare fonti informative esterne e interne alle banche – facilitato anche dalla riduzione dei costi legati al trattamento &#8211; sfruttando appieno questo patrimonio informativo, integrando e accorpando i diversi dati al fine di utilizzarli in modo sistematico e replicabile. La bontà dei dati raccolti e la loro profondità temporale sono, d’altra parte, precondizioni per garantire l’affidabilità delle previsioni formulate dai modelli.</p>



<p>Le tecniche statistiche di scoring hanno assunto principalmente una posizione di rilievo nel processo di erogazione del credito, in particolare nella decisione circa la concessione del finanziamento e &#8211; per le imprese più piccole &#8211; anche nel determinare le garanzie accessorie richieste. Coerentemente con l’evoluzione delle tecniche di gestione e controllo dei rischi, tali metodologie sono state invece impiegate di frequente per il monitoraggio dell’evoluzione della situazione dell’impresa e dello stato del rapporto.</p>



<p>Infine l’accelerazione nell’utilizzo delle tecniche di scoring registrata negli ultimi anni è, verosimilmente, riconducibile al processo di adozione del Nuovo Accordo sul capitale (Basilea 2), che lega in modo più diretto i requisiti di capitale al livello di rischiosità della clientela, incentivando una valutazione più accurata della qualità del portafoglio crediti (L’organizzazione dell’attività creditizia e l’utilizzo di tecniche di scoring nel sistema bancario italiano, Questioni di Economia e Finanza, Banca d’Italia, aprile 2008).</p>



<p>Nel testo che recepisce l’accorda sul capitale viene stressato il ruolo del sistema di valutazione statistica: ruolo centrale è coperto dal sistema di rating, attraverso il quale la banca attribuisce al debitore il grado interno di merito creditizio (rating), ordinando le controparti in relazione alla loro rischiosità.</p>



<p>Il rating rappresenta la valutazione, riferita a un dato orizzonte temporale, effettuata sulla base di tutte le informazioni ragionevolmente accessibili &#8211; di natura sia quantitativa sia qualitativa &#8211; ed espressa mediante una classificazione su scala ordinale, della capacità di un soggetto affidato o da affidare di onorare le obbligazioni contrattuali.</p>



<p>Ed è importante sottolineare come il sistema di rating non costituisce soltanto uno strumento per il calcolo dei requisiti patrimoniali, ma deve svolgere un importante ruolo gestionale: le banche possono essere autorizzate ad adottare il metodo basato sui rating interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali solo se il sistema dei rating riveste una funzione essenziale nella concessione dei crediti, nella gestione del rischio, nell’attribuzione interna del capitale e nelle funzioni di governo della banca (Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche, Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006, Banca d’Italia).</p>



<p>Figura 2</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="960" height="720" src="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/bdcs_2.png" alt="" class="wp-image-8119" srcset="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/bdcs_2.png 960w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/bdcs_2-300x225.png 300w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/bdcs_2-768x576.png 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>A fine 2012 i maggiori gruppi bancari italiani hanno adottato almeno per una parte del portafoglio la metodologia avanzata di internal rating. I rispettivi report Pillar 3 pubblicati e diffusi dalle banche stesse forniscono informazione estesa sui processi implementati e sull’impatto dell’adozione stessa. Peraltro, considerando la parte di portafoglio retail, la differenza di capitale richiesto tra metodologia standard e avanzata risulta generalmente nell’ordine dei 3-4 punti percentuali delle esposizioni di riferimento, fornendo largo margine addizionale di giustificazione del business case per l’adozione delle metodologie stesse e dei processi associati.</p>



<p>L’ampia disponibilità di basi dati puntuali e l’introduzione degli strumenti metodologici per sfruttarne le capacità informative testimonia il grado di maturità raggiunto nei processi di valutazione del rischio di credito. E’ presumibile che l’attenzione si focalizzi su un affinamento ed anche un ampliamento nella scelta delle basi dati, guidato da una analisi critica dell’apporto informativo di ciascuna in ogni fase del ciclo di vita del credito, e su una spinta ulteriore ad ottimizzare – attraverso gli strumenti metodologici &#8211; i processi di gestione della relazione cliente legati al percorso di vita del credito.</p>



<p>Luciano Bruccola, Conectens. Proprietà riservata (2013)</p>
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