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	<title>Rating imprese Archivi - Conectens</title>
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	<title>Rating imprese Archivi - Conectens</title>
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		<title>Integrazione dati BDCR Assilea nei rating Intesa Sanpaolo per le imprese</title>
		<link>https://conectens.com/integrazione-dati-bdcr-assilea-nei-rating-intesa-sanpaolo-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Bruccola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 16:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credit Risk]]></category>
		<category><![CDATA[BDCR Assilea]]></category>
		<category><![CDATA[Intesa Sanpaolo]]></category>
		<category><![CDATA[Rating imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Segmento Corporate]]></category>
		<category><![CDATA[Segmento SME Retail]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricorso sistematico ai dati complessivi di esposizione leasing delle aziende consente di completare la valutazione dell’utilizzo degli strumenti di credito. L’analisi ha mostrato che il contributo informativo dei dati di BDCR può portare ad una migliore classificazione di rischio delle aziende e ad una stima più puntuale della PD corrispondente</p>
<p>L'articolo <a href="https://conectens.com/integrazione-dati-bdcr-assilea-nei-rating-intesa-sanpaolo-per-le-imprese/">Integrazione dati BDCR Assilea nei rating Intesa Sanpaolo per le imprese</a> proviene da <a href="https://conectens.com">Conectens</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Esercizio esplorativo sui segmenti SME Retail e Corporate</h3>



<h3 class="wp-block-heading">Il ricorso sistematico ai dati complessivi di esposizione leasing delle aziende consente di completare la valutazione dell’utilizzo degli strumenti di credito. L’analisi ha mostrato che il contributo informativo dei dati di BDCR può portare ad una migliore classificazione di rischio delle aziende e ad una stima più puntuale della PD corrispondente</h3>



<p>Luciano Bruccola, Conectens – Paolo Di Biasi, Intesa Sanpaolo</p>



<p>Pubblicato su La lettera di Assilea numero 1 anno 2014</p>



<p>Intesa Sanpaolo e Assilea Servizi, con il supporto di Conectens, hanno condotto un’analisi con l’obiettivo di valutare l’utilizzo delle informazioni contenute nella BDCR Assilea ai fini della classificazione di rischio della clientela della Banca e, in particolare, rivolta ai segmenti SME Retail e Corporate.</p>



<p>Il segmento SME Retail è definito in base a due criteri definiti a livello normativo (esposizione del Gruppo bancario inferiore a 1 milione) e di Gruppo Intesa-Sanpaolo (con fatturato singolo o di Gruppo Economico inferiore a 2,5 milioni). Il modello di Rating considera le controparti segmentate come Micro Business e Core Business e la definizione di default (deterioramento) utilizzata comprende Scaduti, Incagli e Sofferenze. Entrambi i modelli si articolano in un modulo quantitativo e in un modulo qualitativo. Il primo si differenzia in base alle variabili “già clienti/nuovi clienti” e specie giuridica (Ditte o Società di persone/Società di Capitale). A seconda della tipologia di clientela, infatti, i set informativi utilizzabili per la valutazione del merito creditizio variano ed è quindi dalla combinazione dei differenti moduli elementari calcolabili che si ottiene lo score quantitativo. I moduli elementari considerano dati anagrafici, dati di bilancio per le società di capitali, modello unico per le ditte individuali e società di persone, rischi verso il Gruppo e verso il sistema creditizio ed infine dati relativi alle attività finanziarie del cliente e dei soggetti cointestasti e collegati, che permettono di affinare in modo significativo il trattamento dei nuovi clienti e dei nuovi affidati. Il modulo qualitativo, invece, è composto da domande al gestore, i cui pesi sono stati stimati statisticamente e differisce anch’esso per numero di domande e peso tra modello di rating Micro e Core.</p>



<p>Il segmento Corporate comprende imprese o gruppi di imprese con esposizione del Gruppo bancario superiore a 1 milione o con fatturato consolidato superiore a 2,5 milioni. Il modello di rating Corporate Italia si applica alla clientela italiana non assegnataria di rating di agenzia, ed è utilizzabile per bilanci sia stand-alone sia consolidati. La definizione di default (deterioramento) utilizzata comprende Scaduti, Incagli e Sofferenze. Il modello è costituito da due moduli, uno quantitativo ed uno qualitativo, i quali generano un rating integrato, sul quale il gestore proponente può eventualmente intervenire, modificandolo secondo regole definite nel processo di override. Lo score iniziale di ciascun cliente è calcolato attraverso una combinazione lineare di variabili opportunamente trasformate provenienti da due aree quantitative (un’area finanziaria – viene valutata tramite i principali indici di bilancio la redditività e la capacità di servizio del debito, la struttura patrimoniale e la gestione del circolante &#8211; e un’area andamentale). Il modulo qualitativo consiste in un questionario attraverso il quale il gestore esprime in forma strutturata una valutazione dell’impresa, articolata su più aree di analisi (area Economico finanziaria, Rischi di business, settore e posizionamento, Strategie e piani aziendali, Struttura proprietaria, management ed influenza di Gruppo).</p>



<p>L’analisi congiunta si è basata su un campione stratificato e rappresentativo di posizioni dei portafogli SME Retail e Corporate di Intesa Sanpaolo, riportanti il rating di classificazione di rischio ed altre informazioni rilevanti per l’esercizio a tre diverse date (dicembre 2010, dicembre 2011, dicembre 2012), che sono state arricchite con le informazioni presenti in BDCR Assilea alle stesse date.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="960" height="720" src="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_1.png" alt="" class="wp-image-8092" srcset="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_1.png 960w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_1-300x225.png 300w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_1-768x576.png 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Come mostrato in Figura 1, l’analisi è stata condotta attraverso le seguenti fasi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>misura dell’hit rate alle diverse date di estrazione per valutare e misurare l‘utilizzo supplementare delle informazioni di BDCR Assilea sul portafoglio SME Retail e Corporate di Intesa Sanpaolo,</li>



<li>qualificazione delle posizioni condivise in termini di classificazione del rischio e di rating per misurare il valore che le informazioni supplementari possono portare in termini di arricchimento informativo di interesse,</li>



<li>evidenza delle posizioni che tra gli intervalli hanno peggiorato la classificazione di rischio e rating avendo delle anomalie BDCR Assilea a inizio periodo. Questo raffronto dà quindi una misura della capacità delle informazioni supplementari nel contribuire ad evidenziare casi con problematicità.</li>
</ul>



<p>Questo articolo presenta i risultati di un esercizio esplorativo di valutazione dei benefici derivanti dall’utilizzo supplementare delle informazioni BDCR Assilea nella classificazione di rischio rispettivamente dei segmenti Sme Retail e Corporate.</p>



<p><strong>I risultati sul segmento SME Retail</strong></p>



<p>Per il segmento SME Retail, il confronto tra sottoinsiemi per i quali si evidenzia una presenza in BDCR Assilea (che chiameremo nel prosieguo Leasing) rispetto al segmento per il quale tale presenza non si evidenzia (battezzato invece No Leasing), rileva 15% delle società, 38% dei volumi di esposizione ed una esposizione media con la banca 2,5 volte maggiore rispetto all’insieme No leasing. La classificazione di rischio della Banca sui due insiemi rileva una maggiore presenza di default registrati dalla Banca sul segmento Leasing.</p>



<p>La valutazione invece del segmento Leasing attraverso le informazioni recuperate dalla BDCR Assilea, porta alle seguenti osservazioni: quasi 60% delle aziende hanno un solo contratto di leasing, 20% invece ne hanno più di 3; una su tre aziende ha rapporti con 2 o più società di leasing; il 50% delle aziende è anche segnalato in Centrale rischi Banca d’Italia. Il valore dei contratti leasing è superiore, nella misura di circa il 30%, ai volumi di esposizione complessiva con la Banca: il recupero delle informazioni di BDCR consente quindi di colmare un gap informativo rilevante sul ricorso complessivo ai finanziamenti da parte delle aziende in esame.</p>



<p>La dinamica di evoluzione degli insoluti e del contenzioso sui contratti leasing riflette la crescente rischiosità registrata a livello di sistema nei 3 anni esaminati (2010-2012) ma si mantiene al di sotto dei valori registrati sul complesso delle aziende presenti in BDCR nello stesso periodo.</p>



<p>Il contributo dei dati di utilizzo finanziamenti leasing alla previsione di performance con la Banca è stato testato attraverso il cambiamento di classificazione – verso le classi di rating più rischiose &#8211; dei clienti per i quali si erano registrati insoluti o contenzioso sui contratti leasing alla stessa data di classificazione del rischio da parte della Banca. Le performance del modello di rating &#8211; così combinato &#8211; in termini di previsione del default aumentano significativamente se confrontate con le performance del modello rating sul segmento No Leasing.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="960" height="720" src="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_2.png" alt="" class="wp-image-8091" srcset="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_2.png 960w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_2-300x225.png 300w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_2-768x576.png 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>La Tavola 1 mostra la differenza di performance tra il rating della Banca misurato sul segmento No Leasing (le 2 curve tratteggiate in figura) rispetto al rating ottenuto con l’integrazione dei dati di BDCR sul segmento Leasing (le due curve continue). Le distribuzioni in blu rappresentano la distribuzione cumulata dei clienti “Good” rispetto alla performance (default nel corso dell’anno successivo): tanto più rapidamente crescono quanto più sono classificati nei rating migliori. Le distribuzioni in rosso rappresentano invece la cumulata dei clienti “Bad” che hanno registrato un default nel corso dell’anno: tanto più lentamente crescono quanto più questi clienti sono classificati nei rating peggiori. La sola comparazione visiva permette di apprezzare il miglioramento di classificazione sul comparto Leasing grazie anche alla integrazione di dati di BDCR Assilea.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="960" height="720" src="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_3.png" alt="" class="wp-image-8090" srcset="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_3.png 960w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_3-300x225.png 300w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_3-768x576.png 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>La swap set analysis in Tavola 2 mostra, per il segmento Leasing, lo spostamento di classificazione reso possibile dalla integrazione dei dati di BDCR Assilea: tale spostamento risulta contenuto (meno del 3%) per i clienti Good rispetto al 17% registrato sui clienti Bad. Sull’insieme dei clienti soggetti a cambiamento di classificazione così individuato, si osserva un tasso di default di 4,5 volte superiore a quello registrato sul totale della popolazione. Inoltre il tasso di default osservato sui clienti che mantengono la stessa classificazione risulta inferiore (86 contro 100). In sintesi l’aggiustamento di classificazione dovuto alla integrazione dei dati di BDCR Assilea consente di estrapolare un sottoinsieme contenuto che è 4,5 volte più rischioso della media e quindi al contempo di migliorare anche la stima di default per la restante – e ben più numerosa &#8211; parte di clienti.</p>



<p><strong>I risultati sul segmento Corporate</strong></p>



<p>La stessa tipologia di anailisi è stata condotta sul segmento Corporate. Il confronto tra sottoinsiemi Leasing (censito in BDCR) vs No Leasing (non censito in BDCR) rileva in questo caso 80% delle società, 105% dei volumi di esposizione, una esposizione media con ISP 1,3 volte rispetto all’insieme No Leasing. Anche in questo caso si rileva una significativa maggiore presenza di default sul segmento Leasing.</p>



<p>Per quanto concerne l’analisi del segmento Leasing attraverso le informazioni contenute in BDCR, si nota che 2 aziende su 3 detengono 2 o più contratti, mentre il 20% delle aziende ha più di 6 contratti; 1 azienda su 2 ha rapporti con 2 o più società di leasing; 2 aziende su 3 sono segnalate anche in Centrale Rischi di Banca d’Italia. Il valore complessivo dei contratti leasing è leggermente inferiore alla esposizione complessiva registrata dalla Banca: considerati i volumi, anche in questo caso, i dati di utilizzo leasing consentono di completare il quadro del ricorso ai finanziamenti da parte delle aziende in esame, altrimenti deficitario.</p>



<p>Anche nel segmento Corporate si registra un aumento del contenzioso e degli insoluti tra il 2010 e il 2012: dati comunque inferiori a quelli registrati sull’intero comparto.</p>



<p>Il contributo dei dati di ricorso al leasing alla previsione di performance con la Banca si è esplicitato nello stesso modo già richiamato per il segmento SME Retail, facendo convergere verso le classi di rating più rischiose le aziende che presentavano nello stesso periodo insoluti e contenzioso sui contratti leasing. Le performance del modello così combinato &#8211; in termini di previsione del default &#8211; aumentano significativamente se comparate al modello rating della Banca sul segmento No Leasing. In Tavola 3 viene presentato tale confronto. Valgono le considerazioni già espresse precedentemente: anche in questo caso la comparazione visiva tra le curve tratteggiate (Corporate No Leasing) e le curve a linea continua (Corporate Leasing) permette di apprezzare il miglioramento di classificazione dovuto al contributo dei dati presenti in BDCR Assilea.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" src="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_4a.png" alt="" class="wp-image-8098" srcset="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_4a.png 960w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_4a-300x225.png 300w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_4a-768x576.png 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>La swap set analysis in Tavola 4 mostra, per il segmento Leasing, uno spostamento di classificazione – dovuto alla integrazione dei dati BDCR Assilea &#8211; contenuto a poco più del 3% per i clienti “Good” e del 18% circa dei clienti “Bad” (identificati come quelli che hanno registrato un default con al Banca nei 12 mesi successivi alla classificazione). Tale spostamento di classificazione consente di isolare un sottoinsieme clienti di dimensione assai modesta sul quale però il tasso di default registrato e più di 4 volte superiore alla media. Di contro sui restanti clienti il default osservato è inferiore del 14% rispetto a quello complessivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" src="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_5a.png" alt="" class="wp-image-8097" srcset="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_5a.png 960w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_5a-300x225.png 300w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/isp_5a-768x576.png 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>L’esercizio presentato nei due casi SME Retail e Corporate, va considerato un mero test di primo livello dell’utilizzo dei dati di BDCR per la classificazione di rischio delle aziende. Infatti, un utilizzo più analitico dei dati disponibili mostrerà verosimilmente un livello di contributo più elevato, consentendo altresì di valutare un miglioramento di classificazione per i clienti meno rischiosi. Inoltre bisogna considerare che l’esercizio è stato fatto mantenendo l’osservazione a fine anno e misurando la performance sulla distanza di 12 mesi. Nella realtà la disponibilità mensile dei dati di utilizzo leasing consentirà di monitorare le perfomance dei finanziamenti leasing più da presso e quindi di aumentare la predittività dei dati stessi, grazie ad una valutazione più puntuale nel corso dell’anno.</p>



<p><strong>Conclusioni</strong></p>



<p>Il ricorso sistematico ai dati complessivi di esposizione leasing delle aziende consente di completare la valutazione dell’utilizzo degli strumenti finanziari di credito. Nonostante il rilevante insieme di dati interni e di sistema già presi in considerazione nella costruzione del rating, l’analisi ha mostrato che – ancorché utilizzando i dati in modo grezzo – il contributo informativo dei dati di BDCR può portare ad una migliore classificazione di rischio delle aziende e ad una stima più puntuale (in positivo e in negativo) della PD corrispondente.</p>



<p>Peraltro va rilevato che il ricorso delle aziende al leasing è anche segno di una maturità finanziaria complessiva più evoluta da parte delle stesse: segmentare la valutazione del profilo di rischio per questa variabile può portare quindi ad una migliore classificazione sia per le aziende che ricorrono al leasing – come mostrato &#8211; sia per quelle che non lo utilizzano.</p>



<p>Da un punto di vista operativo il completamento della visione della esposizione complessiva e il recepimento di segnali di early warning sul comportamento di rimborso leasing può consentire di anticipare le azioni di pre-collection e collection ed aumentare la probabilità di successo delle stesse. Inoltre, i clienti già classificati nei profili migliori da parte della Banca e senza criticità in termini di comportamento leasing possono essere identificati come la parte di clientela sulla quale focalizzare azioni supplementari e più mirate di fidelizzazione e sviluppo commerciale.</p>



<p>Luciano Bruccola, Conectens – Paolo Di Biasi, Intesa Sanpaolo. Proprietà riservata (2014)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;utilizzo della BDCR Assilea per la valutazione di rischio degli affidamenti bancari delle imprese in Unicredit</title>
		<link>https://conectens.com/lutilizzo-della-bdcr-assilea-per-la-valutazione-di-rischio-degli-affidamenti-bancari-delle-imprese-in-unicredit/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Bruccola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2013 14:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credit Risk]]></category>
		<category><![CDATA[BDCR Assilea]]></category>
		<category><![CDATA[Rating imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Segmento Corporate]]></category>
		<category><![CDATA[Tasso di default]]></category>
		<category><![CDATA[Unicredit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le analisi propedeutiche per l’integrazione dei dati di BDCR Assilea nel modello di Rating per il segmento Corporate, mostrano risultati interessanti sul grado di contribuzione che i dati di BDCR Assilea possono apportare</p>
<p>L'articolo <a href="https://conectens.com/lutilizzo-della-bdcr-assilea-per-la-valutazione-di-rischio-degli-affidamenti-bancari-delle-imprese-in-unicredit/">L&#8217;utilizzo della BDCR Assilea per la valutazione di rischio degli affidamenti bancari delle imprese in Unicredit</a> proviene da <a href="https://conectens.com">Conectens</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Le analisi propedeutiche per l’integrazione dei dati di BDCR Assilea nel modello di Rating per il segmento Corporate, mostrano risultati interessanti sul grado di contribuzione che i dati di BDCR Assilea possono apportare</h3>



<p>Luciano Bruccola, Conectens &#8211; Emanuele Giovannini, Unicredit</p>



<p>Pubblicato su La lettera di Assilea numero 5 anno 2013</p>



<p><strong>L&#8217;adozione dei modelli IRBA da parte di Unicredit come scelta strategica ed operativa</strong></p>



<p>Il gruppo UniCredit utilizza i metodi avanzati per la determinazione del requisito patrimoniale sui rischi di credito e sui rischi operativi sin dal 2008 su autorizzazione di Banca d‟Italia. Con specifico riferimento al rischio di credito e ai portafogli creditizi &#8211; Imprese ed Esposizioni al dettaglio &#8211; delle banche italiane, il Gruppo è attualmente autorizzato ad utilizzare le stime interne dei parametri PD, LGD, mentre invece sono attualmente in uso i parametri di EAD regolamentare.</p>



<p>Tutti i sistemi di rating interno adottati dal Gruppo rappresentano una componente fondamentale nelle diverse fasi del processo creditizio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>in concessione/riesame il rating, assegnato prima della delibera, viene reso disponibile nell‟ambito del processo di erogazione, integrato, in maniera sostanziale, nella valutazione e commentato nella proposta creditizia;</li>



<li>in fase di monitoraggio i rating supportano l’individuazione dei primi sintomi di possibile deterioramento della qualità creditizia del cliente, consentendo pertanto di intervenire nella fase antecedente all‟effettivo stato di default (quando cioè esiste ancora la possibilità di recupero della creditoria). Le azioni si focalizzano principalmente sul controllo andamentale dell’esposizione, fino a giungere, laddove necessario, al totale disimpegno nei confronti del cliente ovvero alla richiesta di garanzie aggiuntive, nei limiti consentiti dalla normativa;</li>



<li>in fase di recupero crediti i rating supportano la valutazione della strategia da adottarè finalizzata alla determinazione del piano di recupero, delle previsioni di perdita, e di tutte le altre grandezze rilevanti al fine del calcolo del Valore Attuale Netto.Tale valutazione è svolta in un’ottica di LGD stimata, che è anche la base per determinare il prezzo da assegnare ai crediti non-performing da trasferire ad UniCredit Credit Management Bank.</li>
</ul>



<p>Inoltre i sistemi di rating ricoprono un ruolo fondamentale nell’insieme dei processi decisionali e di governance del rischio di credito: nelle politiche di accantonamento, nella gestione ed allocazione del capitale, nella pianificazione strategica ed ovviamente nella reportistica direzionale.</p>



<p><strong>I parametri stimati e le fonti dati utilizzate</strong></p>



<p>Per il mondo delle imprese in Italia i sistemi sviluppati sono il Rating Integrato Corporate, il Rating Integrato Small Business, i modelli di LGD e recentemente sono stati sviluppati i modelli EAD.</p>



<p>Il sistema di Rating Integrato Corporate (RIC) Italia fornisce il rating delle controparti imprese di UniCredit S.p.A. aventi un fatturato (o total assets laddove il fatturato non è informativo) da 5 a 250 milioni di euro ed è operativo da novembre 2011. La struttura del modello di rating RIC3 si compone di tre moduli elementari, di cui due di natura quantitativa e uno qualitativo:</p>



<p>• modulo economico-finanziario, che considera le informazioni di bilancio presenti negli archivi del Sistema Centrale;</p>



<p>• modulo andamentale, che, considerando esclusivamente i dati andamentali di fonte esterna ricavabili sia dai flussi di primo invio che dai flussi di ritorno di Centrale Rischi, permette il monitoraggio del comportamento della controparte sia nei confronti del Gruppo che del sistema bancario nel suo complesso;</p>



<p>• modulo qualitativo, che considera le risposte alle domande del questionario qualitativo compilato in fase di affidamento. A differenza di quanto avveniva nelle precedenti versioni del modello, la componente qualitativa è stata complessivamente sviluppata tramite approccio statistico.</p>



<p>Il modello Rating Integrato Small Business (RISB) fornisce il rating delle controparti imprese di UniCredit S.p.A. aventi un fatturato (o total assets laddove il fatturato non è informativo) fino a 5 milioni di euro. Il modello è stato strutturato in modo da ottimizzare l’aggregazione delle diverse fonti informative, sia interne (qualitative, finanziarie, anagrafiche ed andamentali) sia esterne (il flusso di Centrale dei Rischi Banca di Italia e le centrali rischi private), differenziando tra erogazione a nuovi clienti o a clienti già esistenti e sulla base di una segmentazione del portafoglio Imprese che riflette la dimensione e l’anzianità dell’azienda sul mercato. I moduli sottostanti il modello sono i seguenti: modulo anagrafico; modulo andamentale esterno; modulo finanziario; moduli Credit Bureau; modulo qualitativo; modulo andamentale interno.</p>



<p>I modelli di LGD, per i portafogli Corporate e Small Business italiani sono stati sviluppati secondo un approccio comune di tipo workout LGD. In particolare, il tasso di perdita viene calcolato considerando i flussi di cassa relativi ai diversi rapporti osservati dal loro ingresso a default fino al termine del processo di recupero. Per quanto attiene alla stima, sono stati definiti specifici moduli per ciascuna fase del default (incaglio, sofferenza e past due), adottando stime regressive nel caso dei blocchi sofferenze ed incagli e medie storiche per la variazione dell’esposizione in fase di past due. I modelli sviluppati mediante approccio regressivo prevedono l’impiego sia di variabili di tipo anagrafico che inerenti le caratteristiche dei rapporti; inoltre, assumono particolare rilevanza le garanzie a copertura delle esposizioni. In generale viene calcolata una Loss Given Default a livello di rapporto, in funzione della presenza/assenza delle garanzie.</p>



<p>Nel corso del 2012 i sistemi RIC, RISB, LGD imprese sono stati ricalibrati con l‟obiettivo di recepire la modifica introdotta nella normativa vigente in materia di segnalazioni in merito al termine temporale necessario per la determinazione dei past due &#8211; utilizzando dunque una definizione di sconfino a 90 giorni &#8211; e di estendere la serie storica ai dati di default più recenti. In coerenza con il piano di estensione progressiva delle metodologie IRB per il rischio di credito, il Gruppo ha provveduto allo sviluppo dei modelli per la stima della Exposure At Default (EAD) per i sistemi autorizzati in Italia “Rating Integrato Corporate (RIC)” e “Rating Integrato Small Business (RISB)”, presentando richiesta di autorizzazione per il loro utilizzo a Banca d‟Italia a dicembre 2012.</p>



<p><strong>La scelta di utilizzare la BDCR Assilea</strong></p>



<p>La funzione Risk Management della banca ha avuto modo di apprezzare il contributo informativo dei dati BDCR Assilea nella valutazione del merito creditizio di controparte in occasione della realizzazione del sistema di rating integrato per Unicredit Leasing – avvenuta nel corso del 2012. In questo contesto ha giocato un ruolo di primaria importanza l’utilizzo, assieme alle altre informazioni generalmente considerate nella stima della PD per il singolo prenditore (bilanci, informazioni Centrale Rischi, informazioni comportamentali interne), anche del flusso di ritorno della BDCR Assilea.</p>



<p>L’integrazione delle informazioni di BDCR Assilea nel calcolo della PD complessiva a livello di singolo cliente, ha consentito di aumentare la capacità di stima dei modelli attraverso il contributo di una fonte informativa rilevante e completa sul comportamento di rimborso per i finanziamenti leasing.</p>



<p>In questa ottica la Banca ha iniziato un percorso di utilizzo ed integrazione nei modelli dei dati di BDCR Assilea ai fini della valutazione del merito creditizio di controparte per tutte le diverse tipologie di finanziamento alle imprese, secondo il principio sancito nel testo di Banca d’Italia che recepisce l’accordo sul capitale per il quale il rating rappresenta la valutazione della capacità di un soggetto affidato o da affidare di onorare le obbligazioni contrattuali, effettuata sulla base di tutte le informazioni ragionevolmente accessibili di natura sia quantitativa sia qualitativa.</p>



<p><strong>Contenuti, copertura e rilevanza delle informazioni della BDCR Assilea</strong></p>



<p>La BDCR Assilea è un Sistema di Informazioni Creditizie (SIC) o più comunemente una Centrale Rischi Bancaria per la valutazione del rischio di credito che raccoglie dati negativi e positivi riferiti ai contratti Leasing. La copertura del mercato di riferimento, il dettaglio e l’ampiezza dei dati che la costituisce e soprattutto la certezza dei dati censiti, ne fanno un patrimonio importante per la comprensione e la valutazione delle dinamiche del mercato del Leasing in Italia.</p>



<p>La BDCR Assilea nella sua prima costituzione avvenuta nel corso del 1989 ha rapidamente raggiunto il contributo di un numero rilevante di Associate tale da garantire da subito una copertura superiore al 70% del mercato; attualmente è superiore al 95% ed è un dato stabile, anche se la numerosità e composizione delle Associate partecipanti è variata spesso a causa nelle importanti vicende societarie e della congiuntura, senza mai compromettere comunque, la significatività della BDCR e la corretta rappresentazione della consistenza e dello stato dei contratti in capo ai clienti.</p>



<p>L’entrata in produzione della BDCR 2.0 – nel 2010 &#8211; ha comportato un allargamento sensibile della base dati determinata principalmente da due fattori: l’allungamento di conservazione dei dati, portato al massimo permesso dal Codice di Deontologia; il censimento dei garanti e delle garanzie. In funzione di ciò non parliamo più di Clienti censiti in BDCR, ma di soggetti censiti.</p>



<p>Assilea persegue l’obiettivo di migliorare continuamente la qualità della Banca Dati ai fini della valutazione del profilo di rischio creditizio, attraverso iniziative volte ad arricchire la capacità informativa sull’insieme dei tre aspetti rilevanti di un contratto leasing: la controparte, il fornitore ed il bene. Attualmente partecipano alla BDCR 77 società di leasing con copertura del mercato leasing – come detto &#8211; superiore al 95%. Alla fine del 2012 i numeri della BDCR erano i seguenti: più di 1.000.000 Soggetti censiti Clienti e Garanti; 2.000.000 circa contratti di leasing (di cui 1.200.000 circa attivi); 350.000 circa garanzie censite; 1.200.000 beni censiti e circa 50.000 fornitori.</p>



<p>Se compariamo i numeri gestiti dalla BDCR Assilea e la consistenza complessiva delle imprese in Italia, possiamo dire che le imprese che ricorrono al leasing in Italia sono più del 23% (vedi Tavola 1 seguente) con un maggior ricorso da parte delle società di capitali (il 41% circa) ed in particolare delle società per azioni (più del 61%).</p>



<p>D’altro canto, questi numeri misurano anche la capacità di trovare informazioni sul ricorso al leasing e sul relativo comportamento di rimborso delle imprese quando si interroga la BDCR. Possiamo stimare l’hit rate complessivo, ovvero la misura della probabilità di trovare dati sulla BDCR riferiti alla società che si vuole analizzare, nell’intorno del&nbsp; 25%, mentre sale al 40% per le società di capitali, ed al 60% per le SpA. Comunque, tenendo conto della pressoché totale copertura del mercato leasing da parte della BDCR, anche il caso di no-hit rappresenta un’informazione utile in quanto rivela che la società in questione non fa ricorso al leasing.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" src="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_1.png" alt="" class="wp-image-8113" srcset="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_1.png 960w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_1-300x225.png 300w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_1-768x576.png 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Infine da ultimo è comunque da sottolineare la profondità verticale delle informazioni raccolte ed accessibili in BDCR che ha l’esigenza di rappresentare tutte le caratteristiche dell’operatività leasing al fine di dare una informazione di ritorno completa alle associate. Solo a titolo di esempio, con riferimento ai contratti in decorrenza o in esazione (contratti per i quali è in atto la maturazione dei canoni periodici), per ciascun contratto viene reso disponibile: la data di stipula, la data di messa in decorrenza, la data di scadenza del contratto, il tipo di bene oggetto del leasing, il costo di acquisto del bene, l&#8217;importo versato alla stipula, i soggetti cointestatari e/o garanti sul singolo contratto e importo della garanzia prestata, l&#8217;importo dei canoni periodici futuri suddivisi per semestre per i primi due anni, l&#8217;importo annuale dal terzo al quinto anno, l&#8217;importo complessivo residuo a partire dalla sesta annualità, il valore attuale e l&#8217;importo dell&#8217;opzione finale di acquisto. Informazioni che, opportunamente valorizzate, possono consentire di sfruttare appieno il contenuto della banca dati di Assilea.</p>



<p><strong>L&#8217;impatto dell&#8217;utilizzo della BDCR Assilea per la valutazione di rischio degli affidamenti bancari per il segmento Corporate &#8211; </strong><strong>Risultati dell&#8217;esercizio</strong><strong></strong></p>



<p>Unicredit sta conducendo le analisi propedeutiche per l’integrazione dei dati di BDCR Assilea nel modello di Rating per il segmento Corporate (RIC). Le prime indagini condotte sul portafoglio al 31 12 2010 e al 31 12 2011 con performance osservate nel corso del 2012, di seguito brevemente descritte, mostrano risultati interessanti sul grado di contribuzione che i dati di BDCR Assilea possono apportare.</p>



<p>In prima istanza dalla tavola 2 di seguito evince come il 65% del portafoglio corporate di Unicredit sia presente nella BDCR Assilea &#8211; quindi con contratti leasing dei diversi operatori &#8211; e questo dato è in linea con le considerazioni di carattere generale di copertura espresse nella tavola 1 precedente, tenendo presente che in questo contesto si fa riferimento al comparto alto delle imprese.</p>



<p>L’altro importante elemento che emerge è che considerando la performance nei 12 mesi successivi e in particolare i default osservati, ben il 74% delle aziende interessate risulta censito in BDCR. L’elemento è importante e merita almeno due considerazioni: (1) il fatto che 3 su 4 delle aziende andate in default abbiano un riscontro in BDCR conferma l’importanza di accesso a questi dati per una corretta valutazione della esposizione complessiva delle aziende; (2) la migliore performance osservata delle aziende con assenza di contratti leasing è anche legata al fatto che, si è avuto la possibilità di tenere sotto controllo la esposizione creditizia complessiva – proprio in assenza di finanziamenti leasing.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" src="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_2.png" alt="" class="wp-image-8112" srcset="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_2.png 960w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_2-300x225.png 300w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_2-768x576.png 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Soffermandoci sui casi in cui c’è sovrapposizione del portafoglio con la BDCR Assilea, è importante evidenziare quale tipo di contribuzione i dati di BDCR possono apportare alla classificazione di Rating di Unicredit. Nella tavola 3 seguente il portafoglio corporate di Unicredit viene classificato in 3 classi di livello superiore di Rating: Low Risk, Medium Risk, High Risk. Per ciascuna classe è stato poi stimato il contributo potenziale che i dati di BDCR possono apportare alla classificazione di Rating nel senso di un potenziale miglioramento ovvero di un potenziale peggioramento della classe di appartenenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" src="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_3.png" alt="" class="wp-image-8111" srcset="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_3.png 960w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_3-300x225.png 300w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_3-768x576.png 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Dall’analisi risulta quindi che il 10% dei clienti classificati in Low Risk beneficerebbero potenzialmente di una classificazione migliorativa, lo stesso per il 22% dei clienti classificati in Medium Risk. D’altro canto si osserva che il 17% dei clienti classificati in Medium Risk vedrebbero un potenziale peggioramento della classificazione, lo stesso per l’11% dei clienti già classificati High Risk.</p>



<p>Il contributo dei dati di BDCR è quindi non solo in senso negativo ma apporta elementi utili anche nel senso di una valutazione al rialzo del profilo di rischio. Prima di commentare i possibili impatti provenienti da queste analisi è utile integrare un elemento aggiuntivo. L’analisi di performance – in particolare i default – accoppiata con l’analisi precedente rivela come le stime di PD possano essere riviste, verso l’alto o verso il basso, grazie al contributo della fonte dati supplementare.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" src="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_4.png" alt="" class="wp-image-8110" srcset="https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_4.png 960w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_4-300x225.png 300w, https://conectens.com/wp-content/uploads/2023/03/unic_4-768x576.png 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Nella Tavola 4 fatto pari a 100 il tasso di default osservato per ciascuna classe di rating classificata come Low Risk, ad esempio, l’integrazione dei dati di BDCR potrebbe portare alla identificazione di sotto segmenti per i quali il TD osservato varia da un minimo di 70 ad un massimo di 221. Il range è 53-185 per il Medium Risk e 65-168 per l’High Risk.</p>



<p>In definitiva si riscontra quindi la possibilità di affinare la classificazione di Rating e conseguentemente le stime di PD e sono confermate tutte le aspettative secondo le quali l’integrazione dei dati di BDCR Assilea porti ad un miglioramento della capacità dei Rating di Unicredit di rappresentare al meglio il profilo di rischiosità della propria clientela corporate con conseguente impatto nella capacità di individuare il pricing per il rischio, nella precisione nel calcolo delle provisions e nella determinazione dei requisiti di capitale. E questo sarà l’oggetto di valutazioni ed analisi che Unicredit porrà in essere.</p>



<p>Per il momento sembra opportuno evidenziare come, da un punto di vista prettamente operativo, l’esercizio condotto permetta di evidenziare quella parte di clientela (Low e Medium Risk) soggetta a miglioramento di classificazione e con aspettative di performance migliori di quelle medie, sulle quali focalizzare sforzi aggiuntivi di sviluppo commerciale. A titolo di esempio in fase di nuova erogazione c’è la possibilità di modulare un pricing più contenuto per i richiedenti che rispondono a tali caratteristiche.</p>



<p>D’altro canto lo stesso esercizio permette di evidenziare in anticipo quella parte di clientela (Medium e High Risk) soggetta a peggioramento di classificazione e con aspettative di performance peggiori della media, sulle quali concentrare ancor più gli sforzi di identificazione dei processi più idonei per la gestione, anche in chiave preventiva, del default. In questo caso l’integrazione di un dato negativo altrimenti non disponibile consente di anticipare il processo e guadagnare tempo prezioso al fine di aumentare le chances di successo delle azioni.</p>



<p>Luciano Bruccola, Conectens &#8211; Emanuele Giovannini, Unicredit. Proprietà riservata (2013)</p>
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